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“Verrà un giorno…”: la profezia ritrovata di Pio XII

Nel 1972 uscì in Francia una biografia su papa Pio XII intitolato Pie XII devant l’Histoire, scritta da mons. Georges Roche e da Philippe Saint Germain, mai tradotta in italiano. Gli autori riportano alcune confidenze inedite che l’allora cardinale Eugenio Pacelli, nel “lontano” 1933, fece a due amici, il conte Enrico Pietro Galeazzi e monsignor Slozkaz, riguardo le apparizioni di Fatima e l’apostasia della Chiesa cattolica. È interessante notare che suor Lucia Dos Santos mise per iscritto le visioni e i segreti solamente nel 1941 e nel 1944, per cui ciò che disse l’allora cardinal Pacelli — che si sta avverando tragicamente — farebbe pensare che non tutto ci è stato rivelato durante il Giubileo del 2000. Abbiamo tradotto per voi quelle confidenze, vere e proprie profezie del futuro Pio XII: leggete e meditate.

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Alfonso Ratisbonne non era un ateo ma ebreo ateo.

Il 20 gennaio 1842, Alphonse Ratisbonne da Strasburgo venne qui da ebreo ostinato. Questa Vergine gli apparve così come tu la vedi. Cadde ebreo e si alzò cristiano. Forestiero, portati a casa il prezioso ricordo della misericordia di Dio e del potere della Vergine”.


Nella Preghiera di ieri 8 dicembre, per la Solennità dell’Immacolata, papa Francesco (che dopo ha fatto visita alla Chiesa di sant’Andrea delle Fratte) ha  ricordato anche i 175 anni della Apparizione dell’Immacolata ad Alfonso Ratisbonne, con queste parole:

“Vergine Immacolata,

175 anni fa, a poca distanza da qui, nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte,

hai toccato il cuore di Alfonso Ratisbonne, che in quel momento da ateo e nemico della Chiesa divenne cristiano.

A lui ti mostrasti come Madre di grazia e di misericordia”.

Non per fare i pignoli, ma non è un caso se è lo stesso Ratisbonne a definirsi: “l’ebreo convertito da Maria – Quasi per scommessa…” Quanto alla sua fede: “Non credevo più neanche in Dio “, confesserà dopo, perché era diventato sì “ateo”, ma ebreo ateo. La differenza è profonda e lo spiegherà lui stesso.

Alfonso Ratisbonne, penultimo di dieci figli, appartiene ad una famiglia ebrea di banchieri molto facoltosa, ma il cui senso religioso della tradizione ebraica e la fede nell’unico Dio si erano assai affievoliti, cedendo il posto all’interesse per il denaro. Orfano della mamma a quattro anni e del papà a quattordici, Alfonso è seguito dallo zio Luigi, ricchissimo banchiere senza figli, che provvede ai suoi studi. Frequenta il Collegio reale di Strasburgo, poi un Istituto protestante; consegue il Baccellierato in Lettere e quindi, a Parigi, la Laurea in Diritto.

Nella lettera autobiografica del 12 aprile 1842 al Padre Dufriche-Desgenettes, così descrive se stesso: «Amavo solo i piaceri; gli affari mi impazientivano e l’aria degli uffici mi soffocava: pensavo che nel mondo si vivesse solo per godere… Non sognavo che feste e piaceri e ad essi mi abbandonavo con passione… Ero un ebreo solo di nome, poiché non credevo nemmeno in Dio! Non aprii mai un libro di religione, e, nella casa di mio zio, come presso i miei fratelli e sorelle, non si praticava la minima Prescrizione del giudaismo».

In mezzo a questa povertà spirituale, Alfonso ha due richiami a valori più nobili e degni di essere vissuti. Il primo è la conversione al cattolicesimo (1827) del fratello maggiore Teodoro, più anziano di lui di 12 anni, che diventerà Sacerdote e fondatore della Congregazione di Nostra Signora di Sion in Gerusalemme; il secondo è il fidanzamento (1841) con la nipote Flora, di appena sedici anni, figlia del fratello Adolfo.

Tutto era iniziato appunto da quella Medaglia miracolosa che gli era stata offerta dall’amico barone Teodoro De Bussières, protestante convertito e fervente cattolico, e che egli aveva accettato solo per fargli piacere. Si era lasciato mettere al collo la Medaglia; ci aveva scherzato sopra, ma già non ci pensava più. L’amico barone, però, sapeva quel che faceva era uomo di fede, confidava nella potenza miracolosa della Medaglia, e pregava intensamente perché l’Immacolata operasse nell’animo di Alfonso, disfatto dall’incredulità. Questi, poiché Alfonso rideva del suo “proselitismo” e affermava: “Sono nato ebreo, morirò ebreo”, lo sfidò a sottoporre il suo “spirito così forte” ad una piccola prova: portare su di sé la “Medaglia miracolosa” e recitare il “Memorare” di San Bernardo. Alfonso, benché indispettito, per liberarsi dalle importune insistenze del barone, si lasciò mettere al collo la medaglia e s’impegnò a ricopiare la preghiera, borbottando sottovoce: “vorrei sapere quel che direbbe, se lo tormentassi così per fargli recitare una preghiera da ebreo”…

La notte di quello stesso giorno, svegliatosi di soprassalto, Alfonso vide alta dinanzi a sé l’immagine di una grande Croce, di forma particolare, senza Gesù Crocifisso, che egli inutilmente tentò di scacciare. Era la Croce della Medaglia miracolosa. Ma egli non lo sapeva, perché non aveva neppure guardato la Medaglia che portava indosso, né lo interessava affatto guardare una Medaglia! Proprio lui !

Il giorno seguente, stranamente, Alfonso si sentì spinto ad accompagnare lo stesso amico De Bussières alla Chiesa di Sant’ Andrea delle Fratte, dove il barone aveva da sbrigare una commissione di lavoro. La carrozza si fermò sulla piazzetta della Chiesa. Scesero tutti e due. Il barone entrò in Chiesa e si recò subito in sacrestia per incontrarsi con le persone interessate alla commissione. Alfonso, invece, dapprima esitante, entrò poi anche lui nella Chiesa. E si trovò solo, distratto e vuoto.

Leggiamo i fatti dal suo racconto:

“La Chiesa di S. Andrea delle Fratte è piccola, povera e quasi sempre deserta. Quel giorno ero solo o quasi solo. Nessun oggetto d’arte attirava la mia attenzione. Passeggiavo macchinalmente girando gli sguardi attorno a me. Ricordo soltanto che un cane nero scodinzolava dinanzi a me… Ben presto anche quel cane disparve. La Chiesa intera disparve; io non vidi più nulla… O meglio, mio Dio, io vidi una sola cosa! …

Come potrei parlarne? La parola umana non può facilmente esprimere ciò che è inesprimibile. Quando arrivò il barone De Bussières mi trovò col volto rigato di pianto. Non potei rispondere alle sue domande… tenevo in mano la medaglia che avevo appesa al collo e coprivo di baci l’immagine della Vergine…Era Lei, sicuramente Lei!

Non sapevo dove ero, non sapevo se ero Alfonso o un altro; provavo in me un tale cambiamento che mi pareva essere un altro; cercavo di ritrovare me stesso e non mi ritrovavo… Non riuscivo a parlare; non volevo dire niente; sentivo in me qualche cosa di solenne e di sacro che mi costringeva a cercare un sacerdote”.

Più tardi, calmatasi la vivissima emozione provata, così spiegò all’amico “Ero da pochi istanti nella chiesa di S. Andrea, quando, improvvisamente, mi sentii afferrato da un turbamento inesprimibile. Alzai gli occhi; l’edificio intero era come scomparso ai miei sguardi; una sola cappella aveva concentrato tutta la luce. In un grande fascio di luce, mi è apparsa, dritta, sull’altare, alta, brillante, piena di maestà e di dolcezza, la Vergine Maria, quale si vede sulla Medaglia Miracolosa; una forza irresistibile mi ha spinto verso di Lei. La Vergine mi ha fatto segno con la mano di inginocchiarmi. Mi è parso che dicesse: ‘Bene!’ Non mi ha parlato, ma io ho compreso tutto “. Proprio la Vergine della Medaglia Miracolosa era dunque apparsa ad Alfonso Ratisbonne quel giovedì 20 gennaio 1842.

75 anni più tardi, il 20 gennaio 1917, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore sta raccontando ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, divenuto poi gran Servo di Dio e morto in concetto di santità. Tra questi c’è un giovane straordinario è fra’ Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, colui che darà vita al Movimento mariano più vasto dell’epoca moderna, la Milizia dell’Immacolata, un esercito di cavalieri schierati in campo sotto la guida dell’Immacolata, la Celeste Condottiera e Invincibile guerriera che “schiaccerà il capo” al nemico (Gn 3,15).

Con estremo interesse fra’ Massimiliano ascolta il racconto della conversione di Alfonso Ratisbonne. Ne rimane visibilmente commosso. si rende conto del valore della Medaglia miracolosa, di cui l’Immacolata si serve per operare fatti di grazia anche portentosi. Gli balena allora nell’animo l’ispirazione di servirsi della Medaglia miracolosa come scudo e insegna dei “cavalieri dell’Immacolata”, come scorta di “proiettili” e “mine” spirituali che i cavalieri dovranno adoperare per fare breccia negli animi chiusi e duri alle operazioni della grazia divina.

È un’ispirazione che Fra’ Massimiliano non  lascia cadere nel vuoto. L’accoglie e la custodisce nel cuore. Un giorno non lontano la Milizia dell’Immacolata – il 16 ottobre dello stesso anno – partirà con la Medaglia miracolosa quale insegna e arma dei novelli cavalieri.

Da quel 20 gennaio, inoltre, fra’ Massimiliano amò di un amore speciale la Chiesa di S. Andrea delle Fratte; la visitava frequentemente e vi sostava in devota orazione. Quando divenne Sacerdote, infine, volle celebrare la sua prima S. Messa all’altare dove la Madonna era apparsa all’ebreo Alfonso Ratisbonne.

Sacerdote di Gesù e Cavaliere dell’Immacolata, San Massimiliano è l’apostolo mariano dei tempi nuovi, folle di amore, ardente di zelo, forte del celeste pegno della Medaglia miracolosa. Una eredità che era stata raccolta dall’umile – ed oggi perseguitato e calunniato –  Padre Stefano Maria Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata, con lo scopo di riaccendere la passione di Kolbe verso l’apostolato mariano della Milizia dell’Immacolata.

Alfonso Ratisbonne, nutriva una rabbiosa avversione per il Cattolicesimo e nel 1825, infatti, dirà a riguardo del fratello Teodoro “sul quale si fondavano grandi speranze, si dichiarò cristiano e subito dopo […] si fece sacerdote […] fino a quel momento non avevo provato né simpatia né antipatia per il cristianesimo, ma la conversione di mio fratello, che consideravo una inspiegabile follia, mi fece credere al fanatismo dei cattolici e ne ebbi orrore” (Sessione del 18 febbraio 1842).

Il resto è noto e spiega perché Alfonso ci teneva ad essere definito ciò che era “un Ebreo convertito da Maria”. Dietro sue istanze, fu battezzato e volle chiamarsi “Maria”.

Fu per dieci anni gesuita, poi, con l’approvazione di Pio IX e dei suoi superiori, si unì alla Congregazione dei Sacerdoti di Nostra Signora di Sion, fondata dal fratello Teodoro per lavorare alla conversione degli Ebrei. Il “proselitismo” dei cattolici non gli ispirava più “orrore”. Tutt’altro. “Perché – scriveva allo zio, all’indomani dell’ apparizione – i cattolici desiderano tanto la conversione degli altri? La ragione è perché hanno la sorte di conoscere la verità ed è loro dovere farla conoscere ai disgraziati che vanno a perdersi per ostinazione, per ignoranza o per indifferenza”.

Per adempiere tale dovere verso i suoi ex-correligionari padre Alfonso Maria fu missionario per 30 anni in Terra Santa e, tra l’altro, costruì sul luogo del pretorio di Pilato la basilica dell’Ecce Homo in omaggio di riparazione per il popolo ebreo. Morì a San Giovanni in Montana, nel cui cimitero riposa, “gloriosa conquista” – si legge sulla sua tomba – dell’ amore di Maria, la cui apparizione in Sant’Andrea delle Fratte resta a ricordare che il piano di Dio sugli Ebrei differisce totalmente dalle vie battute dall’ecumenismo “conciliare a tutti i costi”.

«Io sono entrato in quella chiesa, te lo giuro tanto ebreo quanto potessi esserlo a Strasburgo in tutta la mia vita, e forse ancor più; e cinque minuti appresso ne uscivo cristiano cattolico ardente, pronto a rinunciare con allegrezza ad ogni cosa di questo mondo” (Lettera allo zio del 22 gennaio).

Nel Santuario di Sant’Andrea delle Fratte, il 20 gennaio 1842 accadde, così,  qualcosa di straordinario. Entrando dalla porta principale si scorge, sulla sinistra, un altare illuminato, sull’arco del quale c’è scritto: “Qui apparve la Madonna del Miracolo”. Sotto l’arco c’è un gran dipinto che raffigura la Madonna che sovrasta le nuvole e effonde dalle mani raggi luminosi. A sinistra di chi guarda l’altare c’è una targa che dice: “Il 20 gennaio 1842, Alphonse Ratisbonne da Strasburgo venne qui da ebreo ostinato. Questa Vergine gli apparve così come tu la vedi. Cadde ebreo e si alzò cristiano. Forestiero, portati a casa il prezioso ricordo della misericordia di Dio e del potere della Vergine”.

 

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La chiave condivisa: cosa vuol dire?

Nel recente Messaggio di Nostra Signora di Anguera, Regina della Pace del 20 novembre 2017, vedi qui il sito ufficiale, una frase ci ha colpito in modo particolare:

Gli uomini agiranno per allontanarvi dalla verità. La chiave sarà condivisa e grande confusione verrà. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi…

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L’apostasia nella Chiesa e la distruzione del matrimonio e della famiglia: le profezie della Madonna di Civitavecchia

Padre Flavio Ubodi, teologo cappuccino, è vicepresidente della Commissione diocesana che si è espressa favorevolmente sulla lacrimazione definita «scientificamente inspiegabile» della Madonnina di Civitavecchia, verificatasi nel 1995 per tredici volte. In quest’intervista del 2015 a La Nuova BQ racconta come la Madonna abbia, allora, predetto la crisi della Chiesa, della famiglia e del mondo.

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Nel giorno del centenario dell’ultima apparizioni Fatima, si ripete il miracolo del sole in Nigeria

Benin City (Nigeria) – Lo scorso Venerdì 13 ottobre 2017, il prodigio del Sole, a quanto pare, si sarebbe ripetuto con fenomeni in parte simili a quelli di Fatima del 13 ottobre 1917, ora approvati e riconosciuti come “evento spirituale straordinario” dalla Conferenza Episcopale nigeriana. Nel centesimo anniversario dell’ultima apparizione mariana ai tre pastorelli, e giorno della memoria del prodigioso fenomeno solare, in Italia e nel mondo intero fedeli di tutte le etnie hanno voluto ricordare “Fatima” con una giornata di preghiera per la salvezza del mondo, oggi avvolto dalle tenebre. Molto solenni sono state le celebrazioni nella città di Benin City, nello Stato di Edo, in Nigeria, alla presenza della Conferenza Episcopale: il clero, dinanzi a migliaia di fedeli, per l’occasione ha riconsacrato, lo stesso giorno con rito solenne, la Nigeria al Cuore Immacolato di Maria. In uno dei momenti più alti della celebrazione è avvenuto il fatto prodigioso del sole che ha cominciato a “danzare”. Video e foto hanno immortalato il momento. Naturalmente è arrivato il riconoscimento ufficiale della conferenza episcopale nigeriana.


Ecco il commovente video con le voci dei presenti.

 

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La Salette, il messaggio mariano ignorato

Come molti sapranno la storia di questa Apparizione è stata per molto tempo avversa e controversa…e nonostante sia stata riconosciuta dalla Chiesa non ebbe nell’immediato il successo che ebbero, per esempio, Lourdes e Fatima… Ma noi non ci soffermeremo sulle dispute o sulle curiosità, tipicamente morbose, del sensazionalismo o della caccia allo scoop. In questo video, con l’aiuto di alcune meditazioni del grande Don Divo Barsotti sull’argomento, cercheremo di fare un esame della coscienza per comprendere cosa sta dicendo a noi Nostra Signora de La Salette e da Lei farci aiutare per convertirci veramente a Dio. Ognuno faccia la sua parte. Ave Maria.

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L’ombra dell’Anticristo sul mondo. Una profetica omelia del beato card. Newman

Durante l’Avvento dell’anno del Signore 1835 il beato John Henry Newman predicò con un’impressionante chiaroveggenza i segni che indicano se non l’ingresso finale almeno la prossimità dell’“uomo dell’iniquità”: apostasia, neutralizzazione e riduzione della Fede cristiana a fatto della coscienza individuale, oblio e negazione della Verità, lotta alla all’autorità, alla rilevanza pubblica e alla dislocazione spaziale della Chiesa, rinuncia ad educare i giovani al Cristianesimo, equiparazione di ogni culto, tirannia della decisione democratica, spiritualismo, costituirsi di una “confederazione del male” operante in tutto il mondo e, in mezzo a tutta questa distruzione del giusto ordine, la finale tentazione di Satana per ognuno.

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Attenzione: qualcosa di pauroso sta succedendo alla Terra. Parola di scienziato

Oggi vogliamo lasciarvi, per riflettere, l’allarmante notizia (noi la possiamo chiamare anche come profezia) di uno scienziato americano per nulla insignificante, il Dr. Michio Kaku, un uomo “tutto d’un pezzo” che insegna fisica teorica al City College di New York, ma ha insegnato anche alla New York University e all’Institute for Advanced Studies di Princeton, già noto per aver ospitato personalità del calibro di Albert Einstein.

La sconcertante notizia, l’avete già nel titolo, la trovate qui integrale, ed è per noi significativa perché si allaccia, veste se vogliamo dire, le profezie cattoliche, gli avvisi, i moniti ben descritti dalla Vergine Santa in molte Apparizioni, specialmente quelle riconosciute.

Ma ciò che ci ha incuriosito delle parole espresse dallo scienziato, non è l’allarme in sé al quale noi crediamo non certo per le buffonaggini degli ambientalisti o, concedetecelo, le farneticazioni ambientaliste contenute nella Laudato sì alla quale già un’altro scienziato esperto aveva dato triste risposta, vedi qui.

Ci hanno incuriosito queste parole del Dr.Michio, eccole: “Possiamo solo osservare, analizzare e creare un modello che può portare ad un dato teorico approssimativo, ma i cambiamenti in atto sono veloci e possiedono una azione violenta. Non so cosa succede alla Terra, ma tutti dobbiamo prepararci al peggio…“.

“Non so cosa succede alla Terra, ma tutti dobbiamo prepararci al peggio”… e se a dirlo è uno scienziato di fama mondiale, beh! non è il caso di sottovalutarlo. Noi infatti sappiamo e crediamo che SCIENZA E FEDE non sono affatto in contrasto fra loro e che la scienza è dono di Dio agli uomini, anche se spesso viene usata contro le Leggi di Dio, e viene abusata e strumentalizzata per fare altro. Quando ciò avviene non è che la “scienza diventa nemica di Dio”, ma che gli uomini usano dei talenti e dei doni di Dio per rivoltarsi contro di Lui.

Dunque, gli scienziati hanno capito bene che la questione climatica non è un fatto politico, ambientalista o una questione di discariche o di raccolte differenziate, o a causa di quante volte usiamo la macchina, se diesel o benzina…. semplicemente NON SANNO COSA STA ACCADENDO, ma qualcosa sta avvenendo per la quale però è dai tempi de La Salette e dopo – vedi qui, anche qui, e qui – che la Santa Madre di Dio, viene a noi per metterci in guardia, per avvisarci di “un imminente pericolo”.

Le profezie cattoliche riguardano spesso eventi naturali, il perché è chiarissimo e lo troviamo nel Vangelo: DIO HA SOTTO CONTROLLO TUTTO, Dio è il Padrone assoluto, il Creatore, il Re dell’Universo intero. Questo non significa che noi possiamo fare della natura, e delle sue leggi, quello che ci pare e piace…. vedi qui, perché è chiaro che ogni volta che l’uomo cerca di manomettere la natura o le sue leggi, inevitabilmente LA NATURA GLI SI RIBELLA!

Senza scadere nella New-Age o nel panteismo, o nell’ambientalismo, possiamo tranquillamente OSSERVARE che la Natura OBBEDISCE A QUALCUNO, è il caso di Gesù quando seda la tempesta, un brano oscurato e assente nella Laudato sì, il fatto è semplice: La natura, contaminata anch’essa dal Peccato Originale, si muove nel tempo causando i suoi disastri che diciamo infatti “naturali”, ma ciò che manca oggi di ricordare è che Gesù ci fece ben comprendere di essere il Padrone anche degli eventi naturali, e di poterli gestire: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?»(Mc.4,35-41).

E mentre gli scienziati, perciò, riconoscono umilmente di NON sapere che cosa sta accadendo, ma che qualche evento drammatico – naturale – ci sarà…. NOI SAPPIAMO CHE COSA E IL PERCHE’. Nel fare questi discorsi ci chiamano “apocalittici, profeti di sventura…”, quanta ridicolaggine!! E’ come etichettare il medico di “iella” perché ci ha diagnosticato una malattia mortale dandoci un tempo  limitato da vivere…

Ciò che sta accadendo è semplicemente questo di cui noi, umilmente, vi offriamo una “diagnosi” sincera e per nulla ideologica: questi moniti non sono uno spauracchio come l’orco delle favole per bambini, sono piuttosto innanzi tutto il livello al quale siamo arrivati, siamo noi gli artefici di queste profezie, siamo noi che ci confezioniamo i peggiori disastri. Le Profezie vengono a dirci il nostro “stato di salute” e come reagire, vengono a suggerirci come mettere rimedio.

“Se non vi convertirete accadrà questo e quello…”, non è il monito di qualche “sfigato iettatore”, ma la dura realtà per chi rema CONTRO le leggi divine. Se il medico dicesse: “guardi, se non la smette di fumare, o di mangiare in questo modo, o altro… LEI MUORE”, in molti lo ascoltiamo, cambiamo diete e regimi alimentari, lo sport diventa la cura, nuovi stili di vita più equilibrati diventano la speranza per una vita del corpo più salutare. Ebbene la stessa cosa accade PER L’ANIMA alla quale però non ci pensiamo più….

La Vergine Santissima da oltre due secoli appare e ci mette in guardia sullo stato di salute delle nostre Anime, perché mentre i corpi risorgeranno alla fine del mondo, quale dono ineffabile dell’Amore di Dio per le Sue Creature tutte, in qualsiasi punto o posto si troveranno marciti o inceneriti, l’Anima che sopravvive al corpo ha già una destinazione subito dopo la morte, e questa destinazione E’ SCELTA DA NOI, non da Dio…. Dio manderà l’Anima laddove l’Anima avrà scelto di andare: o con Lui o contro di Lui, non esiste un altro aldilà.

Ecco allora che il Signore stesso, in tutta la Scrittura, USA LA NATURA E IL SUO STATO – di cui è il Padrone assoluto – per parlarci, ammonirci, avvisarci, metterci in guardia, in una parola: se non ci convertiamo accadrà questo e quello. Gli eventi naturali sono perciò NATURALI, ma non vivono di “vita propria”… ogni meccanismo, insegnano gli scienziati RISPONDE A DELLE LEGGI NATURALI, la natura, spiegano, AGISCE IN MODO ORDINATO alla sua natura. Ecco perciò che Gesù può intervenire per sedare una tempesta, o la Vergine stessa quando viene, nel Nome del Figlio Divino, per FERMARE UN TERREMOTO, vedi qui, o a Fatima vedi qui.

Certo che senza dubbio alcuno ogni epoca ha visto le sue catastrofi ambientali, terremoti, cambiamenti climatici, tanto che alcune descrizioni spaventose le troviamo nelle omelie pubbliche di grandi Santi e Pontefici come San Leone e lo stesso San Gregorio Magno, ma appunto essi ne parlavano richiamando alla CONVERSIONE I SUPERSTITI di qualche calamità.

Guardiamo piuttosto il nostro tempo e abbiamo il coraggio di riconoscere che ce la stiamo mettendo tutta affinché il Cielo ci abbandoni completamente nei disastri degli eventi naturali! Dice infatti lo scienziato Michio: “Sebbene le condizioni meteorologiche estreme sono sempre stati parte dei cicli climatici della terra, ora possiamo vedere e dire senza mezzi termini che esiste una anomalia in questi cicli che portano ad una maggiore forza e intensità, oltre alla maggior frequenza di tali catastrofi climatiche. Questo è un chiaro segno infausto che l’approccio di una catastrofe globale sta aumentando ad un ritmo allarmante”.

C’è una ANOMALIA a quanto sta accadendo in natura, dice lo scienziato… è un chiaro segno infausto di una calamità incombente… ma noi sappiamo come evitarla, forse non potremo fermarla perché, diciamolo onestamente, i milioni di BAMBINI ABORTITI, tanto per fare un esempio chiaro e concreto, STANNO CHIEDENDO GIUSTIZIA E VENDETTA AL COSPETTO DI DIO… (Apoc.6,1-17) e siamo andati ben oltre di ciò che lo stesso Buon Dio può ancora tollerare, aspettando pazientemente che PENTITI ritorniamo a Lui, clicca qui, e qui cosa dice Gesù a Santa Faustina Kowalska.

Abbiamo superato tutti i limiti e forse non potremo più fermare alcune catastrofi che si prospettano scientificamente nel nostro orizzonte, tuttavia possiamo ancora limitarne i danni e limitare a noi stessi una fine dannata…. e non sarà certo con la raccolta differenziata, andando in bicicletta, o altro di ideologico-ambientalista, o con una enciclica che non osa ricordare agli uomini chi è il Creatore del mondo e Colui che seda le tempeste, no! CI VUOLE LA FEDE E LA CONVERSIONE TOTALE A CRISTO RE DELL’UNIVERSO! Ci vuole che diventiamo discepoli della LEGGE DI DIO senza i se, senza i ma! Senza compromessi, senza giustificazioni di vario genere. Ma di questo, i Pastori di oggi, non ne parlano più, non ammoniscono, non mettono in guardia le Anime.

Ricorda che: “No, non siamo diventati eterni, neppure nell’era dei prodigi tecnologici. Non ti inganni il lampeggiare delle spie colorate sui marchingegni elettronici. Non ti illudano i cosiddetti “trionfi” della medicina. Qui poco o niente è cambiato da venticinque secoli, dal tempo del salmo biblico: “Gli anni della nostra vita sono settanta/ottanta per i più robusti/passano presto e noi ci dileguiamo”. (Vittorio Messori).

L’eternità spetta prima all’anima, poi al corpo, per questo le Profezie si occupano e si preoccupano di salvarci l’Anima alla cui sorte, dopo, sarà associato il corpo risorto e immortale o all’Inferno per sempre, o in Paradiso per sempre.