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Teresa Musco: i flagelli sono pronti, perché pochi obbediscono a Dio

”Beati noi se sappiamo soffrire e offrire tutto al Signore. Niente va perduto.
Il Signore non si tiene niente, e saprà ben ricompensarci delle nostre sofferenze” (Teresa Musco)

Esempi come quelli di Teresa, ripropongono con forza il mistero e il ruolo del dolore nel progetto di Dio, il grande discorso dell’alleanza di Dio con l’uomo per la salvezza dell’umanità attraverso l’attualizzazione e la testimonianza viva della Passione di Cristo. Osiamo ricordare la MISTICA DELLA RIPARAZIONE del grande Don Divo Barsotti, vedi qui, per comprendere la dinamica di certa “mistica” straordinaria, sì, ma che è implicita anche nell’ordinario di ognuno di noi che veramente voglia dirsi “Discepolo” del Cristo e Apostolo di Maria….

Ci occupiamo di “profezie” è vero, ma mai fine a se stesse o come oggetto di curiosità… se le profezie autentiche non ci conducono ad una vera conversione principalmente personale, ma nel senso di Mistica della riparazione, esse non avranno benefici in noi e, al contrario, saranno un giudizio ancor più tremendo contro noi stessi, se non saremo stati capaci di quell’Amare il prossimo fino alla morte di noi stessi…. che è la vera donazione totale che Dio si aspetta da ognuno di noi.

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“O Roma, piango su di te come su Gerusalemme…”

«”Guarda le anime, guarda l’Italia e i mali di tanti altri regni, guarda che non si corre ai ripari, la fede finisce, guarda lo stesso clero e i religiosi che più degli altri attirano il castigo sopra la terra, guarda come sono iniqui e mi trattano peggio delle più vili cose della terra, ma impareranno dai castighi perché la mia mano li castigherà“. Allora vidi non so quante religioni distrutte. (..) Non vidi niente di consolante. Quando e come ciò avverrà non Io so. Io risposi al Signore:

“Che volete che si faccia?”.

O Roma, piango su di te come su Gerusalemme. Figlia e sposa mia, benché ingrata, tu amami. Dovunque sono perseguitato. Se fossi amato in parte mi placherei. I vescovi, amando la loro pace sono l’impedimento nascosto; io non sono in pace con essi“».

  • Vedo il Signore mentre flagella il mondo e lo castiga in una maniera orribile tanto che pochi uomini e donne resteranno.
  • I monaci dovranno lasciare i loro monasteri e le suore saranno cacciate dai loro conventi, specialmente in Italia… La Santa Chiesa sarà perseguitata… A meno che le persone con le loro preghiere non ottengano il perdono, verrà il tempo che vedranno la spada e la morte, e Roma sarà senza un pastore”.

 (Ven. Madre Agnese Steiner)

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Arriveranno a cambiare il Catechismo

OK! Va bene! restiamo pure nelle supposizioni, come molti amano fare, ma non facciamo finta di nulla… Da qualche tempo noi stessi diciamo che è impossibile che si arriverà a cambiare il Catechismo… poi lo spiegò anche mons. Antonio Livi, poco prima della sua tragedia personale che lo vede oggi tribolante dopo un delicato intervento, affermò che un Papa può mettere mano al Catechismo, sì, ma non come gli pare a lui. Per poterlo fare deve nominare varie consulte di Vescovi e deve fare pronunciamenti seri se vuole cambiare qualcosa… ossia, deve motivare dogmaticamente e dottrinalmente eventuali serie modifiche.

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