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Una volta era Maria. Adesso è la nostra Corredentrice

La Chiesa, tramite il suo magistero e l’insegnamento dei santi, ha sempre riconosciuto la missione della corredenzione della Beata Vergine Maria. Dopo però la famosa omelia di papa Francesco del 12 dicembre 2019 – quella delle tonteras – la posizione attuale della Gerarchia è quella non di negarla ufficialmente, ma di minimizzarla, rendendo i titoli mariani come appellativi meramente affettuosi, privi di significato dottrinale. Ma è veramente così?

Premessa

Quanto è pubblicato in quest’articolo è in conformità al decreto della Congregazione della Dottrina della Fede del 14 ottobre del 1966 (approvato da papa Paolo VI), in cui cade la proibizione di pubblicare senza imprimatur il racconto di presunti fenomeni soprannaturali, purché lo si faccia a scopo puramente informativo e venga dichiarata la sottomissione al giudizio definitivo della Santa Chiesa.

Dichiarazione di sottomissione al giudizio definitivo della Santa Chiesa

In obbedienza ai decreti di papa Urbano VIII (1623-1644), riguardo la divulgazione di eventuali fenomeni soprannaturali, dichiariamo che va prestata solamente una fede umana a quanto è riportato – a scopo informativo – in quest’articolo, nonché di non voler assolutamente prevenire il giudizio definitivo della Santa Chiesa, al quale sottomettiamo il nostro senza sé e senza ma.

Introduzione

Abbiamo dovuto mettere questa premessa in obbedienza alla Gerarchia della Chiesa perché, per la prima volta nella sua storia bimillenaria, si è “rimangiata” un decreto di riconoscimento di un’apparizione mariana antiecumenica e antiminimalista (ma quale non lo è?).

Ovviamente stiamo parlando di quelle avvenute ad Amsterdam dal 1945 fino alla morte della veggente, Isje (Ida) Johanna Peerdeman (1995-1996), nelle quali la Beata Vergine Maria chiese la solenne proclamazione del dogma della sua Corredenzione del genere umano.

L’allora vescovo ordinario del luogo, mons. Josef Maria Puntin, le riconobbe ufficialmente come soprannaturali nel 2002 (al termine del processo canonico diocesano), con l’approvazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, all’epoca presieduta dal card. Joseph Ratzinger (seppur con l’ordine, giunto nel 2006, di fare un piccolo cambiamento nella preghiera insegnata dalla Vergine alla veggente, con la motivazione di non creare confusione tra i fedeli, ma di ciò ne parleremo fra poco in quest’articolo).

Dopo però la famosa omelia di papa Francesco del 12 dicembre 2019 – quella delle tonteras – la Congregazione per la Dottrina della Fede, il cui prefetto attualmente è il cardinale gesuita Luis Ladaria, ha comunicato che il decreto valido è quello della stessa Congregazione del 1974, in cui si affermava che non constava la soprannaturalità delle apparizioni e si sconsigliava la divulgazione dei messaggi. Si trattava, però, di una decisione non definitiva, prudenziale, perché la Congregazione era in possesso solo dei messaggi fino al 1959 e le apparizione erano ancora in corso.

Anche l’attuale vescovo di Amsterdam, mons. Johannes Hendriks, inizialmente ha difeso la veridicità delle apparizioni, cominciando così vari incontri chiarificativi con la CDF, al termine dei quali hanno raggiunto un compromesso: «La devozione a Maria come Signora e Madre di tutti i Popoli è buona e preziosa – ha comunicato il prelato in una “spiegazione pastorale” –, ma deve rimanere separata dai messaggi e dalle apparizioni. Questi non sono riconosciuti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede». Quindi la CDF permette che si veneri la Madonna con il titolo di “Regina di tutti popoli” (si può anche recitare la preghiera, pur con la modifica), purché non si rimandi a quelle apparizioni.

Non vogliamo tornare su questa vicenda, dato che ne abbiamo già parlato. In quest’articolo vogliamo invece esaminare ciò la Vergine Maria avrebbe detto alla veggente Ida, motivando la richiesta della proclamazione del dogma, nonché la spiegazione della preghiera dettata con quell’espressione così contestata (e censurata).

La preghiera

Cominciamo con la preghiera, dato che lex orandi, lex credendi, ovvero si prega come si crede.

La Madonna dettò a Ida la preghiera durante l’apparizione dell’11 febbraio del 1951 (festa di Lourdes), durante un viaggio in Germania.

Mi trovavo quindi con la Signora davanti alla croce. Essa mi disse: «Ripeti quello che dico». Poi la Signora incominciò a dire: «Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre…». Ma come lo disse! In un modo che ti penetra profondamente. Non ho mai sentito nessuno al mondo dirlo così. «Manda ORA il Tuo Spirito», accentuando ORA, e «Fa’ abitare lo Spirito Santo nei cuori di TUTTI i popoli», con l’accento posto particolarmente sulla parola TUTTI. Anche la parola AMEN è stata pronunciata dalla Signora in modo così bello, così solenne. Mentre ripetevo tutto parola per parola, non mi rendevo conto del significato di ciò che pronunciava. Però, nel momento che la Signora disse “Amen”, tutto apparve scritto a caratteri cubitali davanti a me e poi, d’un tratto, mi accorsi che si trattava di una preghiera. Strano è che io… non dovetti mai impararla a memoria … essa era come impressa nella mia mente. «Signore Gesù Cristo, / Figlio del Padre, / manda ora il tuo Spirito sulla terra. / Fa’ abitare lo Spirito Santo / nel cuore di tutti i popoli, / affinché siano preservati / dalla corruzione, dalle calamità / e dalla guerra. / Che la Regina di tutti i popoli, / che una volta era Maria, / sia la nostra avvocata. / Amen». Poi la Signora continuò il suo messaggio: «Figlia mia, questa preghiera è così semplice e breve che ciascuno può dirla nella sua lingua, davanti alla propria croce. E coloro che non hanno una croce, che la recitino interiormente».

L’espressione «che una volta era Maria» è stata cambiata dalla CDF in “la Beata Vergine Maria”. Certamente non è facile da comprendere e va spiegata, così come il «non indurci in tentazione» del Padre nostro. Ma andiamo con ordine.

Anche la veggente ebbe delle difficoltà a comprenderla e, dopo essersi consigliata con il suo direttore spirituale, il padre domenicano Frehe, provò a chiedere delle spiegazioni direttamente alla SS.ma Vergine, la quale così disse il 2 luglio del 1951:

“Che una volta era Maria” significa: molti uomini hanno conosciuto Maria come Maria. Ora però, in questa nuova epoca che sta cominciando, voglio essere la Signora di tutti i Popoli. Questo è comprensibile a tutti.

Dopo questa risposta, il padre Frehe ne capì il significato: ai piedi della Croce, la Madre di Dio, divenne anche la Madre della Chiesa, “partorendola” misticamente nel dolore, divenendo così la Corredentrice del genere umano. È arrivato dunque il momento, per volere di Dio – Fatima docet –, che si proclami e si riconosca ufficialmente la missione datale dal Figlio nel grande negozio della nostra redenzione.

Ma se è così semplice – e lo è – perché quest’espressione è così contestata? Perché ne conferma il dogma. “Che una volta era Maria” abbozza, se così si può dire, la dottrina della Corredenzione.

Il quinto dogma

La Regina di tutti popoli chiese la proclamazione di questo dogma il 15 agosto del 1951, solennità della sua Assunzione in Cielo in anima e corpo, definendolo «l’ultimo e più grande», annunciando inoltre, nella stessa occasione, che «la Chiesa incontrerà molta opposizione a causa del nuovo dogma». Non è forse questa una profezia che si sta realizzando?

Eppure Ella, durante l’apparizione del 4 aprile 1954, ha ribadito e assicurato:

Dì ai vostri teologi che possono trovare tutto nei libri! … Io non porto alcun nuovo insegnamento.

La Chiesa, infatti, tramite il suo magistero e l’insegnamento dei santi, ha sempre riconosciuto la missione della corredenzione di Maria SS.ma. Quelli che negano – direttamente, oppure indirettamente col minimalismo – questa dottrina, sono tragicamente caduti, loro malgrado, nell’errore luterano.

Ma questo dogma un giorno sarà solennemente proclamato dalla Santa Madre Chiesa, come la Beata Vergine Maria ha promesso a Fatima, annunciando la vittoria del suo Cuore Immacolato. Quel Cuore Immacolato che batte all’unisono con quello Divino del Figlio. Quel Cuore Addolorato che è stato trapassato misticamente da una spada ai piedi della Croce (cfr. Lc 2, 36), così come quello Sacratissimo del Figlio è stato realmente trafitto da una lancia.


Vi raccomandiamo di firmare — e di far firmare — la Petizione che abbiamo lanciato insieme alla Parrocchia Virtuale Pietro Paolo Trinità in cui vogliamo «umilmente sollecitare i nostri Pastori, per avanzare con Maria Corredentrice ed Avvocata, Mediatrice di tutte le Grazie, alla Consacrazione al Suo Cuore Immacolato».