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“O Roma, piango su di te come su Gerusalemme…”

«”Guarda le anime, guarda l’Italia e i mali di tanti altri regni, guarda che non si corre ai ripari, la fede finisce, guarda lo stesso clero e i religiosi che più degli altri attirano il castigo sopra la terra, guarda come sono iniqui e mi trattano peggio delle più vili cose della terra, ma impareranno dai castighi perché la mia mano li castigherà“. Allora vidi non so quante religioni distrutte. (..) Non vidi niente di consolante. Quando e come ciò avverrà non Io so. Io risposi al Signore:

“Che volete che si faccia?”.

O Roma, piango su di te come su Gerusalemme. Figlia e sposa mia, benché ingrata, tu amami. Dovunque sono perseguitato. Se fossi amato in parte mi placherei. I vescovi, amando la loro pace sono l’impedimento nascosto; io non sono in pace con essi“».

  • Vedo il Signore mentre flagella il mondo e lo castiga in una maniera orribile tanto che pochi uomini e donne resteranno.
  • I monaci dovranno lasciare i loro monasteri e le suore saranno cacciate dai loro conventi, specialmente in Italia… La Santa Chiesa sarà perseguitata… A meno che le persone con le loro preghiere non ottengano il perdono, verrà il tempo che vedranno la spada e la morte, e Roma sarà senza un pastore”.

 (Ven. Madre Agnese Steiner)

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