Pubblicato in: oracolo

Caduto il terzo fulmine sulla Cupola di San Pietro

Sarà brutto o sarà bello? Ma che succede lassù nel Ciel?
Lampi e tuoni, pioggia e vento, sulla Cupola squarciato è il vel.

Si è detto un fulmine a ciel sereno! Ma Padre Santo che sta accadendo?
Non sarebbe stato meglio, restar Pontefice combattendo?

Sconsolato il mondo tace, che se parla è confuso ed incapace.
Non soltanto nel 2013, ma poi anche nel 2016, e ancora oggi nel 2018.

Lampi e tuoni, fulmini e saette, non s’erano mai visti sulla Cupola così frequenti.
Benedetto XVI non faccia più l’eremita, nella Chiesa invasi sono i bastimenti.

Ricapitolando… In poco più di cinque anni, in concomitanza di feste liturgiche e di eventi drammatici riguardanti la Chiesa cattolica, sono caduti già tre fulmini sulla Cupola di San Pietro. A chi avesse la risposta pronta, o credesse di averla, i tre eventi stanno meravigliando gli esperti perché – in passato – era molto raro che un fulmine colpisse la Cupola di San Pietro. Noi una risposta non l’abbiamo, ma annotiamo solo i fatti, dal momento che al “caso” non crediamo.

1°) 11 febbraio 2013 (Festa della Madonna di Lourdes)

Durante il concistoro della mattina, Benedetto XVI annuncia alla Chiesa e al mondo la sua rinuncia al papato (che diventerà effettiva il 28 febbraio). Quella stessa sera, durante un fortissimo temporale, si abbatté il primo fulmine sulla Cupola di Piazza San Pietro (evento che fu fotografato da Alessandro Di Meo, fotografo dell’Ansa).

2°) 7 ottobre 2016 (Festa della Madonna del Rosario)

Non ci sono scatti fotografici del secondo fulmine che cadde sulla Cupola di Piazza San Pietro, ma la Gendarmeria vaticana e alcuni testimoni oculari hanno confermato il fatto. Due giorni prima, il 5 ottobre, papa Francesco firmò col primate anglicano di Canterbury, Justin Welby, un’ecumenica Dichiarazione congiunta di stampo sincretista nella chiesa di San Gregorio Magno al Celio.

3°) 7-8 giugno 2018 (Solennità del Sacro Cuore di Gesù)

Il terzo violento fulmine è caduto sulla Cupola di Piazza San Pietro nella notte tra il 7 e l’8 giugno di quest’anno, evento che è stato persino filmato (v. anche in basso). Ciò si è verificato proprio nel periodo in cui l’establishment clericale progressista ha cercato di dare il definitivo “ben servito” a tre sacramenti — di conseguenza anche agli altri quattro –: l’Eucarestia, l’Ordine Sacro e il Matrimonio. La Conferenza Episcopale tedesca infatti ha fatto sapere che saranno ammessi alla Comunione (oltre ai divorziati risposati civilmente) anche i protestanti sposati con cattolici. La Santa Sede ha bloccato tutto, non per i giusti e sacrosanti motivi dottrinali, ma per ragioni pratiche, poiché sette vescovi tedeschi si sono opposti fortissimamente. Proprio in quei giorni, il Vaticano ha reso pubblico il documento preparatorio sul sinodo straordinario sull’Amazzonia che si terrà nel 2019: la formula delle “diaconesse” è praticamente pronta come quella di ordinari uomini sposati (viri probati). Formule che rischiano di estendersi, dato che il sinodo si terrà a Roma. Baldisserri, segretario generale del sinodo, ha spiegato: «Anche se il tema si riferisce ad un territorio, le riflessioni che lo riguardano superano l’ambito regionale, perché attingono tutta la Chiesa».

Conclusione

Concludiamo con una frase del compianto cardinale Giacomo Biffi con cui riflettere più accuratamente su queste “coincidenze”: «La casualità è soltanto il travestimento assunto da Dio che vuol passeggiare in incognito per le strade del mondo» (Il quinto evangelo, ESD).

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