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Santità, la Madonna non tace: parla eccome sul peccato e l’impenitenza finale!

Caro Papa Francesco, il Vangelo e la Vergine Santa affermano chiaramente che peccati e peccatori impenitenti saranno puniti da Dio.

“«Quale Maria?», chiedeva venerdì sera papa Francesco a Fatima. È una domanda che si pone anche per la sua interpretazione del messaggio ai pastorelli, visto che nelle sue parole non hanno trovato spazio la visione dell’Inferno, la penitenza, la riparazione dei peccati, le conseguenze storiche del peccato. Tutte cose che fanno parte della realtà di Fatima e che dovrebbero provocare la nostra libertà…“, con queste parole che facciamo nostre, si esprime in un preoccupante articolo Riccardo Cascioli, clicca qui, per tentare di interpretare correttamente  l’intervento del pontefice, che ci appare un tantino ambiguo e di facile negazione alle parole espresse dalla Vergine a Fatima.

Papa Francesco ha detto testualmente: «Grande ingiustizia si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre – come manifesta il Vangelo – che sono perdonati dalla sua misericordia! Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio e, comunque, il giudizio di Dio sarà sempre fatto alla luce della sua misericordia. Ovviamente la misericordia di Dio non nega la giustizia, perché Gesù ha preso su di Sé le conseguenze del nostro peccato insieme al dovuto castigo. Egli non negò il peccato, ma ha pagato per noi sulla Croce. E così, nella fede che ci unisce alla Croce di Cristo, siamo liberi dai nostri peccati; mettiamo da parte ogni forma di paura e timore, perché non si addice a chi è amato….».

Il pensiero espresso dal pontefice è condivisibile solo nel modo in cui si terrà in ferma considerazione le parole della Vergine a noi trasmesse da Suor Lucia e confermate, da sempre, dal magistero pontificio dei precedenti Papi. Queste parole del santo Padre Francesco, però, appaiono in contraddizione con il motivo per cui la Madre di Dio è apparsa e tendono, in un primo momento, a separare la Misericordia di Dio dalla Sua giustizia, mentre non andrebbero separate poiché la Misericordia è la giustizia di Dio e la Sua giustizia è Misericordia!

S. Giovanni Paolo II e Suor Lucia Dos Santos

Per capirci meglio prendiamo questo passaggio dall’Omelia di Giovanni Paolo II per la beatificazione dei due Pastorelli Giacinta e Francesco: «Il messaggio di Fatima è un richiamo alla conversione, facendo appello all’umanità affinché non stia al gioco del “drago”, il quale con la “coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra” (Ap 12, 4). L’ultima meta dell’uomo è il Cielo, sua vera casa dove il Padre celeste, nel suo amore misericordioso, è in attesa di tutti….. Nella sua sollecitudine materna, la Santissima Vergine è venuta qui, a Fatima, per chiedere agli uomini di “non offendere più Dio, Nostro Signore, che è già molto offeso”. È il dolore di mamma che l’obbliga a parlare; è in palio la sorte dei suoi figli. Per questo Ella chiede ai pastorelli: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori; tante anime finiscono nell’inferno perché non c’è chi preghi e si sacrifichi per loro”…»

E ancora, ricordava Giovanni Paolo II: «Qui a Fatima, dove sono stati preannunciati questi tempi di tribolazione e la Madonna ha chiesto preghiera e penitenza per abbreviarli,…. (..)  La piccola Giacinta ha condiviso e vissuto quest’afflizione della Madonna, offrendosi eroicamente come vittima per i peccatori. Un giorno, quando essa e Francesco avevano ormai contratto la malattia che li costringeva al letto, la Vergine Maria venne a visitarli in casa, come racconta Giacinta: “La Madonna è venuta a vederci e ha detto che molto presto verrà a prendere Francesco per portarlo in Cielo. A me ha chiesto se volevo ancora convertire più peccatori. Le ho detto di sì”. E, quando si avvicina il momento della dipartita di Francesco, la piccola gli raccomanda: “Da parte mia porta tanti saluti a Nostro Signore e alla Madonna e dì loro che sono disposta a sopportare tutto quanto vorranno per convertire i peccatori”. Giacinta era rimasta così colpita dalla visione dell’inferno, avvenuta nell’apparizione di luglio, che tutte le mortificazioni e penitenze le sembravano poca cosa per salvare i peccatori…. » (13 maggio del 2000)

“È il dolore di mamma che l’obbliga a parlare

Papa Benedetto XVI a Fatima nel 2010

Come potrete notare eviteremo di commentare le parole di Papa Francesco, lasciando ognuno di voi a leggere il suo predecessore e fare una valutazione, o se preferite, per interpretare sulla stessa linea le parole di Papa Francesco. Se ciò non fosse possibile, riteniamo che le parole di più ampio realismo interpretativo, ed oneste, siano quelle espresse da Giovanni Paolo II, ed anche da Benedetto XVI: “Nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra, rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente in questo mondo ed aprire agli uomini l’accesso a Dio. Non a un dio qualsiasi, ma a quel Dio che ha parlato sul Sinai; quel Dio il cui volto riconosciamo nell’amore portato fino alla fine (cfrGv.13,1), in Gesù Cristo crocifisso e risorto. Cari fratelli e sorelle, adorate Cristo Signore nei vostri cuori (cfr1Pt.3,15)! Non abbiate paura di parlare di Dio e di manifestare senza vergogna i segni della fede…..” (12 maggio 2010)

Si “commetterebbe grande ingiustizia” laddove si manipolassero, allora, le parole della Vergine Santa sia in un modo – negazionismo – sia nell’altro – apocalittico – o laddove non si tenesse conto delle tante Anime generose le quali, rispondendo all’appello della Madre di Dio, hanno davvero abbreviato l’intervento Divino che tanto meritiamo, a causa dei nostri peccati, e delle tante aberrazioni che stiamo commettendo, a cominciare dalla legge sull’aborto e a tutto il resto. Del resto le parole della Vergine Santa sono chiarissime, e non sono state inventate da qualcuno, o dalla stessa Suor Lucia, della quale il Papa regnante sembra voler prendere le sue distanze.

Infatti quando il Papa – esprimendo una sua opinione personale (quindi non è magistero vincolante) nell’intervista sull’aereo di ritorno da Fatima – minimizza i modi attraverso i quali la Beata Vergine Maria è voluta apparire, o vuole apparire, ecco cosa disse il 13 giugno 1917 alla seconda Apparizione di Fatima:

– Che cosa volete da me? Le chiesi.

Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che recitiate il rosario tutti i giorni e che impariate a leggere. Dirò in seguito cosa voglio.

Il problema sta a monte, lo abbiamo analizzato qui in “Si preferisce la Madonna che tace”….? e ci siamo anche posti, qui, la domanda perché si è voluti mettere a tacere Itapiranga? La chiave di lettura è fin troppo chiara, ma non vogliamo fornirla noi, desideriamo che ognuno di voi rifletta, leggendo onestamente cosa sta accadendo nella nuova pastorale modernista di questa chiesa… del resto basta riflettere del perché la Madre di Dio continua ad apparire e a “catechizzare” coloro che vogliono ascoltarLa, senza minimizzare i Suoi interventi, così come non vanno usate – le Sue parole – come una mannaia: Misericordia e Giustizia si sono unite inscindibilmente sulla Croce, entrambe non saranno elargite separatamente. Quindi l’unica risposta che dobbiamo dare è LA CONVERSIONE E LA RINUNCIA AL PECCATO, ad ogni forma di peccato!

Purtroppo l’attuale magistero pontificio ha rinchiuso il concetto di “peccato” esclusivamente a due elementi:

  1. l’essere buoni,
  2. e le opere di carità le quali, intendiamoci, sono anch’esse un elemento fondamentale per la nostra salvezza, ma ciò che si omette, per esempio fu espresso bene da Santa Giacinta Marto: “Se gli uomini sapessero ciò che è l’Eternità, farebbero di tutto per cambiar vita. Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza. Molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù, non sono di Dio…” (Giacinta di Fatima, rivelazione fine ottobre 1918, di cosa vide nel futuro del mondo poco prima di morire)
I veggenti di Fatima

Il Venerabile Pio XII che aveva conosciuto Bruno Cornacchiola e l’apparizione delle Tre Fontane alla quale credeva fortemente, quando incontrò resistenza per un riconoscimento disse: “Ma che cosa dobbiamo decidere? Non si fa del bene? Non si prega? Non ci sono forse le conversioni? Non si aggiustano i matrimoni? Non viene impartito puro catechismo? E allora lasciamo che la Madonna faccia quello che noi non sappiamo più fare!” Aveva le idee chiare, Pio XII…!

Per concludere: non si commette affatto “una ingiustizia” contro Dio e la Sua Grazia, quando si afferma che “i peccati vengono puniti dal Suo giudizio….”, primo perché lo dice il Vangelo, secondo perché lo ha ripetuto la Madre di Dio in molte Apparizioni riconosciute valide dalla Chiesa. Non risulta affatto poi che, quando si parla della punizione di Dio verso il peccatore che non vuole pentirsi, non ci sia invece il perdono e la Pace per coloro che PENTITI SI CONVERTONO! Ecco le parole di Gesù, oscurate dalle predicazioni attuali: “E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da’ vostri piedi. In verità io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città…” (Mt.10,14-15); e ancora, spiegherà San Paolo, nel descrivere una serie di PECCATI che – se non smetteremo di compiere – saranno oggetto del Giudizio di Dio: “Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti,  né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erediteranno il regno di Dio.  E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Iddio nostro…” (1Cor.6,9-11).

O come riferiva l’allora cardinale Albino Luciani, il futuro Giovanni Paolo I, che dopo il colloquio avuto con Suor Lucia, concluse l’intervista con queste parole: l’inferno esiste, vi si può cadere dentro. A Fatima la Madonna ha insegnato questa preghiera: “Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime”. A questo mondo ci sono cose importanti, ma nessuna più importante che meritare il Paradiso con una vita buona. Non è Fatima a dirlo, ma il Vangelo: “Qual vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?”.” (Intervista del luglio 1977)

Non illudiamoci, dunque, perché non sarà con le belle parole o con le buone intenzioni che si andrà in Paradiso! Se bastava questo non era necessaria né l’Incarnazione di Dio con la Sua morte di Croce, né le Apparizioni della Sua Santissima Madre, e neppure il sacrificio della morte e delle sofferenze patite – per noi peccatori, perché ci convertissimo – dei due piccoli Santi, Giacinta e Francesco. Interessante è stata questa riflessione recente del vaticanista Aldo Maria Valli che invitiamo ad approfondire: “Pensate un po’. Una mamma che prende tre suoi bambini, buoni e tranquilli, e mostra loro che cosa? L’inferno! Con la mentalità di oggi, anno 2017, una mamma così sarebbe da denuncia per maltrattamenti. Cent’anni fa invece la Madonna si presentò a tre bambini, Lucia, Giacinta e Francesco, e non si fece tanti problemi: mostrò loro i dannati, le fiamme e tutto il resto…” (12 maggio 2017).

Consigliamo di leggere anche Marco Tosatti, clicca qui e La Lettera ai tre Pastorelli di Don Alfredo Maria Morselli, clicca qui.

Cliccare qui per la riflessione del caso, offerta anche dal professore Roberto de Mattei: “…da almeno cinquant’anni, gli uomini di Chiesa non predicano più lo spirito di sacrificio e di penitenza, così intimamente legato alla spiritualità dei due pastorelli canonizzati…

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