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Guadalupe, le apparizioni e la tilma della “Morenita”

Con gli oltre venti milioni di pellegrini che lo visitano ogni anno, il santuario di Nostra Signora di Guadalupe, in Messico, ‘ il più frequentato e amato di tutto il Centro e Sud America. Sono pellegrini di ogni razza e d’ogni condizione – uomini, donne, bambini, giovani e anziani – che vi giungono dalle zone limitrofe alla capitale o dai centri più lontani, a piedi o in bicicletta, dopo ore o, più spesso, giorni di cammino e di preghiera.

Rappresentazione dell'apparizione di Guadalupe: il veggente Juan Diego, canonizzato nel 2002, insieme alla
Rappresentazione dell’apparizione di Guadalupe: il veggente Juan Diego, canonizzato nel 2002, insieme alla “Virgen Morena”.

L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego è un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l’immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata dal papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “No estoy yo aqui que soy tu Madre?”, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002. Che cosa era accaduto in quel lontano secolo XVI in Messico? Con lo sbarco degli spagnoli nelle terre del continente latino-americano aveva avuto inizio la lunga agonia di un popolo che aveva raggiunto un altissimo grado di progresso sociale e religioso. Il 13 agosto 1521 aveva segnato il tramonto di questa civiltà, quando Tenochtitlan, la superba capitale del mondo atzeco, fu saccheggiata e distrutta. L’immane tragedia che ha accompagnato la conquista del Messico da parte degli spagnoli, sancisce per un verso la completa caduta del regno degli aztechi e per l’altro l’affacciarsi di una nuova cultura e civiltà originata dalla mescolanza tra vincitori e vinti. È in questo contesto che, dieci anni dopo, va collocata l’apparizione della Madonna a un povero indio di nome Juan Diego, nei pressi di Città del Messico. La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l’indio e’ attratto da un canto armonioso di uccelli e dalla visione dolcissima di una Donna che lo chiama per nome con tenerezza. La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal vescovo, ma non viene creduto. Tornando a casa la sera, incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno. La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non può tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui viene inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide perciò di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora. Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia”: è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale pero’ gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni. Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma si imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio.

Immagine originale della tilma di Guadalupe.
Immagine originale della tilma di Guadalupe.

Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni. La Dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella infatti si presenta come una meticcia o morenita, indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte. È una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi. L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non e’ una pittura, né un disegno, né è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone. La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che e’ nostra madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi – ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull’evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l’immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano, che la Chiesa ha recentemente proclamato santo. (Maria Di Lorenzo, Santi e Beati)

PREGHIERA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI ALLA MADONNA DI GUADALUPE

Santa Maria, che con il titolo di Nostra Signora di Guadalupe sei invocata come Madre dagli uomini e dalle donne del popolo del Messico e dell’America Latina, incoraggiati dall’amore che ci ispiri, riponiamo nuovamente nelle tue mani materne la nostra vita. Tu che sei presente in questi giardini vaticani, regina nel cuore di tutte le madri del mondo e nel nostro cuore. Con grande speranza, a te ricorriamo e in te confidiamo.

Ave Maria

Nostra Signora di Guadalupe, prega per noi.

ATTO DI AFFIDAMENTO DI SAN GIOVANNI PAOLO II ALLA MADONNA DI GUADALUPE

Permetti dunque che, in questo momento solenne, io, Giovanni Paolo II, Vescovo di Roma e Papa, e i miei Fratelli nell’episcopato, che rappresentano la Chiesa del Messico e di tutta l’America Latina, affidiamo e offriamo a te, ancella del Signore, tutto il patrimonio del Vangelo, della croce, della risurrezione, di cui noi tutti siamo testimoni, apostoli, maestri e Vescovi.

Oh Madre!
Aiutaci ad essere fedeli dispensatori
dei grandi misteri di Dio.
Aiutaci ad insegnare la verità
che tuo Figlio ha annunciato,
e ad estendere l’amore,
che è il principale comandamento
e il primo frutto dello Spirito Santo.
Aiutaci a confermare nella fede i nostri fratelli,
aiutaci a diffondere la speranza nella vita eterna.
Aiutaci a custodire i grandi tesori racchiusi
nelle anime del popolo di Dio,
che ci è stato affidato.

Regina della pace!

Ti offriamo tutto questo popolo di Dio.
Ti offriamo la Chiesa del Messico
e di tutto il Continente.
Te l’offriamo come cosa tua.
Tu, che hai toccato nell’intimo i cuori dei tuoi fedeli
attraverso il segno della tua presenza,
la tua immagine nel Santuario di Guadalupe,
fa’ di questi cuori la tua dimora,
anche in futuro.
Che tu sia come uno di essa nelle nostre famiglie,
nelle parrocchie, nelle missioni, nelle diocesi,
in mezzo a tutti i popoli.

E fa’ questo per mezzo della Santa Chiesa,
la quale, imitando te,
Madre, desidera essere a sua volta una buona Madre,
assistere le anime in tutte le loro necessità,
annunciando il Vangelo,
amministrando i Sacramenti,
salvaguardando la vita delle famiglie
mediante il Sacramento del matrimonio,
riunendo tutti nella comunità eucaristica
per mezzo del santo Sacramento dell’Altare,
accompagnando tutti amorosamente
dalla culla al passo verso l’eternità.

O Madre!
Suscita nelle giovani generazioni
la disponibilità al servizio esclusivo di Dio.
Implora per noi numerose vocazioni locali
al sacerdozio e alla vita religiosa.

O Madre!
Corrobora la fede di tutti i nostri fratelli
e sorelle del laicato,
affinché, in ogni campo della vita sociale,
professionale, culturale e politica,
operino secondo la verità
e la legge che tuo Figlio ha proclamato all’umanità,
per condurre tutti alla salvezza eterna
e per rendere, in pari tempo,
la vita sulla terra più umana,
più degna dell’uomo.

La Chiesa, che opera nelle nazioni americane,
la Chiesa in Messico, vuole, con tutte le sue forze,
servire questa causa sublime
con rinnovato spirito missionario.

O Madre!
Fa’ che sappiamo servirla secondo verità e giustizia.
Fa’ che noi stessi abbiamo a seguire questa via
e a condurre anche gli altri,
senza mai deviare, né far deviare,
per sentieri tortuosi.

Ti offriamo e ti affidiamo tutti costoro,
e quanto è oggetto della nostra responsabilità pastorale,
confidando che tu sia sempre con noi
e ci aiuti a realizzare
quello che tuo Figlio ci ha comandato (cf.Gv 2,5).

Con illimitata fiducia in te,
io, Giovanni Paolo II
e tutti i miei Fratelli nell’Episcopato del Messico
e dell’America Latina,
vogliamo associarti con vincoli ancora più stretti al nostro ministero,
alla Chiesa e alla vita delle nostre Nazioni.

Desideriamo mettere nelle tue mani
tutto il nostro avvenire,
e quello dell’evangelizzazione
nell’America Latina.

Regina degli Apostoli!
Accetta la nostra sollecitudine
a servire senza riserve la causa del tuo Figlio,
la causa del Vangelo e quella della pace,
fondata sulla giustizia
e sull’amore tra gli uomini e tra i popoli.

Regina della Pace!
Salva le nazioni
e i popoli di tutto il Continente,
che in te tanto confidano;
salvali dalle guerre,
dall’odio e dalla sovversione.

Fa’ che tutti,
governanti e sudditi,
imparino a vivere in pace,
si educhino alla pace,
facciano quanto esige la giustizia
e il rispetto dei diritti di ogni uomo,
affinché si consolidi la pace.

Accetta questo nostro slancio fiducioso,
o Serva del Signore.
La tua materna presenza nel mistero di Cristo
e della Chiesa si converta in fonte di gioia
e di libertà per ciascuno e per tutti;
fonte di quella libertà per cui “Cristo ci ha liberati” (Gal 5,1);
fonte, infine, di quella pace che il mondo non può dare,
ma che solo da Cristo procede (cf. Gv 14,27).

Finalmente, o Madre, ricordando e confermando
il gesto già compiuto dai miei predecessori Benedetto XIV e Pio X,
i quali ti hanno proclamata Patrona del Messico
e di tutta l’America Latina, ti presento,
a nome di tutti i tuoi figli messicani e latino-americani,
un diadema, affinché tu li tenga sotto la tua protezione,
li custodisca nella concordia
e nella fedeltà a Cristo tuo Figlio.
Amen. (Messico, Basilica di Guadalupe Sabato 27 gennaio 1979)

Sito ufficiale della Basilica di Nostra Signore di Guadalupe

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